Accademia dei Filaleti


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Accademia di Ancona

Accademie Regionali Nascenti


Accademia dei Filaleti


Sede di Ancona dedicata alla “Colonia Elvia”


L’Accademia dei Filaleti Sezione Marche ha adottato la denominazione di “Colonia Elvia” a significare lo stretto rapporto ideale con l’antica Accademia fondata a Macerata da Giovanni Mario Crescimbeni, lo stesso Crescimbeni che fu il cofondatore, assieme a Gian Vincenzo Gravina, dell’Accademia dell’Arcadia. Noi ci richiamiamo per significati, metodi di lavoro e scopi a questa illustre Accademia. Per comprendere meglio quanto sopracitato e le nostre finalità ci sembra opportuno ricordare il significato che l’Accademia dell’Arcadia ebbe nel panorama culturale dei secoli scorsi.




ET IN ARCADIA EGO


Dai dipinti del Guercino a quelli di Nicolas Poussin, questa formula, di incerta interpretazione, identifica un periodo storico ed un movimento d’arte e di pensiero che influenzò profondamente i secoli successivi fino ai nostri giorni. Questa formula identificava “L’Accademia dell’ Arcadia” che nacque a Roma nel 1690 sotto il patrocinio della Regina Cristina di Svezia, ad opera di Gian Vincenzo Gravina e di Giovanni Mario Crescimbeni. Lo scopo principale dell’Accademia era quello di recuperare il “buon gusto” cioè un atteggiamento sobrio, appunto arcadico e pastorale, nei confronti della vita, dell’ arte e del pensiero. Gli adepti si prefiggevano anche lo scopo di un nuovo umanesimo e di una nuova spiritualità finalizzati alla ricerca della Verità Ultima. Nacquero così sedi in molte città d’Italia, vi aderirono uomini di cultura, scienziati, artisti, principi e re, alchimisti, sacerdoti e cardinali, in particolare gesuiti, ed anche Papi (Pio VIII). Con la tempesta napoleonica le accademie scomparvero e solo in alcuni casi rinacquero nell’800 sotto nomi diversi, ma avendo ormai perso lo spirito propulsivo e non identificando più lo scopo finale. Formalmente l’Accademia d’Arcadia è tuttora in attività, trasformata nel 1925 in istituto di studi storici e letterari con il titolo di “Accademia Letteraria Italiana”.
”L’Accademia dei Filaleti” nelle sue finalità ricorda molto da vicino l’Antica Arcadia: in particolare nelle Marche, ove non c’è più alcun ricordo dell’ antica Accademia , i Filaleti possono assumersi l’arduo compito di far rinascere , come novella Fenice, l’antica tradizione dell’ “Accademia dell’ Arcadia”.
"L’Accademia dei Filaleti – Colonia Elvia”, diventa quindi il luogo d’incontro di uomini liberi e di sani principi che nell’ ambito della propria professione e delle proprie ricerche
scientifiche, artistiche o letterarie, siano interessati al senso ed al valore dell’ “Uomo” in una crescita culturale e spirituale tesa anche alla riscoperta degli antichi saperi e delle antiche tradizioni. Tutto questo dovrà avvenire con sobrietà, umiltà e semplicità, lontano dagli eccessi “barocchi” della nostra epoca tesa sempre più all’apparire e sempre meno all’essere.
Gli uomini di cultura della nostra città e della nostra Regione potranno così trovare un luogo privo di qualsiasi pregiudizio in cui scambiarsi idee, progetti, ambiti di ricerca con l’obiettivo finale della “Verità” come luce che illumina il loro percorso. Anche gli uomini di Chiesa, come avveniva nell’antica Arcadia, saranno i benvenuti con uno spirito di apertura e di disponibilità
a comprendere ed a comprendersi. Questo è il nostro sogno come lo fu per gli antichi accademici: una serie di incontri, che verranno annunciati nei prossimi mesi, porrà le basi di questo progetto a noi tanto caro. La speranza è che l’invito venga raccolto anche dai filaleti delle altre città d’Italia che riescano a cogliere l’ispirazione a rinverdire l’antica tradizione arcadica anche nelle loro.




ARCADIA ed Accademie Marchigiane


Fu Marsilio Ficino a tradurre il CORPUS ERMETICUM e tutte le Opere di Platone (1460-70) per la famiglia de' Medici, assetata di conoscenze esoteriche, ed anche a “rifondare”, dopo quasi 1000 anni, l’Accademia Platonica fiorentina, che poi fu la culla del Rinascimento culturale in tutta Europa.
Le sedi delle ACCADEMIE erano spesso definite
ARCADIA, con un forte richiamo all'antica regione della Grecia, dove ha origine il FIUME SOTTERRANEO ALFEO, che è simbolo della tradizione ESOTERICO – INIZIATICA. (Come il fiume ha il suo percorso celato dalle viscere della terra, così la tradizione iniziatica percorre i secoli di storia nelle viscere dei TEMPLI, nascosta al mondo profano). Liberi pensatori come FICINO, GALILEI, GIORDANO BRUNO, CAMPANELLA, BACONE, trovarono nelle ACCADEMIE il Tempio della cultura iniziatica. Dal Millecinquecento in poi, l'aristocrazia promosse il libero pensiero degli ACCADEMICI in molte città, prima fra tutte Firenze.
Fin dal 1400 intellettuali pieni di interessi esoterici si definirono “Pastori”, scrittori come Sannazaro scrissero dell’ "Arcadia"; grandi pittori fecero quadri sul tema. Questo durò fino a tutto il seicento, fino all'Accademia dell'Arcadia fondata sotto l’impulso della Regina
Cristina di Svezia.
Il termine "
pastore" può essere inteso come quello di "custode", eredi di qualche forma di "pastorizia operativa", i pastori custodivano qualcosa, probabilmente una tradizione esoterica.
Il pittore
Guercino intorno al 1618 dopo una breve visita a Venezia, dipinse un quadro: un paesaggio agreste e montuoso, con due personaggi, di cui sono visibili solo i busti, appoggiandosi a bastoni di diversa lunghezza scrutano meditabondi il simbolo per eccellenza della morte e in un muretto si legge la famosa scritta “Et in Arcadia Ego”, anch’ io sono in Arcadia, una frase che funge da ricordo della morte come per i frati il “ricordati fratello che devi morire”.
Un altro significato della frase “
Et in Arcadia Ego”, che ritroviamo nel quadro di Poussin potrebbe essere: anch’io in Arcadia, perché tutti possono, tramite il cammino iniziatico resuscitare e tornare nella mitica età dell’oro, in uno stato di grazia solo illusoriamente smarrito.


L’Arcadia nelle Marche



Nella Chiesa di San Marco Evangelista ad Osimo vi è una bel dipinto del Guercino.
La tela venne eseguita nel 1642 da G. Francesco Barbieri, detto il Guercino, su commissione del vescovo di Osimo, Card. Agostino Galamini (1620 - 1639), domenicano; oggi la tela è ritornata al suo primitivo splendore.
Gli angeli tengono delle Rose in mano, quasi a voler simboleggiare il legame con la tradizione Rosa+Croce che era molto radicata nella nostra regione.


PESARO - FANO


Nato a Pesaro il 20 aprile del 1627 il marchese
Francesco Maria Santinelli debuttò come romanziere, nel 1647, con "Le donne guerriere".
Stimato come poeta entrò
nel 1656 al servizio della Regina Cristina di Svezia (che nel dicembre dell'anno precedente (1655), di passaggio per Pesaro, era stata ricevuta nel palazzo dei Santinelli), la seguì a Roma e in Francia, come suo Cameriere Maggiore: i contemporanei e i biografi accennano a segreti, foschi amori della regina con il Santinelli, che da alcuni si volle persino implicato nell'uccisione del precedente "favorito" di Cristina, il marchese Rinaldo Monaldeschi.
Nei suoi soggiorni romani
Cristina di Svezia si circondò di personaggi non certo privi di interessi alchemici; tra essi ricordo Francesco Borri, il Marchese Massimiliano Palombara, e Padre Athanasius Kircher.
In particolare
a Fano, tra le varie ACCADEMIE, quella degli SCOMPOSTI appare avvolta da un velo di mistero che già traspare dall’insegna simbolica della suddetta accademia, ricca di riferimenti simbolici di carattere ESOTERICO: un CANNOCCHIALE diviso in sette tubuli, con il motto “Compositi ad Seposita”, sovrastato da una testa di DRAGO alato e nella parte inferiore la scritta Gli Scomposti.
Il MOTTO degli SCOMPOSTI rappresenta l'aspirazione dei membri dell'ACCADEMIA a svelare e comprendere I MISTERI. Infatti il termine
seposita, nel suo neutro plurale, sta ad indicare i misteri, le cose riposte, lontane o arcane.




FERMO (MC)


Nel 1688, grazie all'attenzione del Cardinale Decio Azzolino, personaggio di spicco legato alla città di Fermo, fu realizzata la magnifica sala del mappamondo della biblioteca, dedicata alla Regina Cristina di Svezia, come si osserva dal medaglione ligneo che ne domina l'ingresso principale. Intensi e stretti furono i rapporti culturali tra la Regina ed il Cardinale, così come con il medico fermano Romolo Spezioli, che nel 1675, in occasione dell'Anno Santo, si trasferì a Roma.
Lo
Spezioli accolto ed introdotto negli ambienti della corte romana dal Cardinale Azzolino, fu da questi subito proposto come medico personale della Regina, personaggio di numerosi ed intensi interessi culturali, collezionista d'arte e raffinato bibliofilo. La frequentazione della corte della Regina Cristina, così come i rapporti col mondo accademico scientifico dell'Urbe e con la corte pontificia, delinearono la cornice che giustificò la nascita di una così ricca ed importante collezione libraria a Fermo; comprese naturalmente le opere di Athanasius Kircher, il quale, anche lui amico della Regina, sicuramente incontrò sia il Cardinale Azzolino che il dott. Spezioli.
Le opere di Kircher presenti nella biblioteca di Fermo sono:
Mundus Subterraneus - China Monumentis - Musurgia Universalis - Ars Magna Lucis et Umbrae
Athanasius Kircher
nasce nei pressi di Fulda, in Germania nel 1602, ultimo di nove figli. Dal padre, dottore in filosofia e teologia e musicista dilettante, Athanasius riceve i rudimenti della propria cultura musicale.
Nel 1618 diviene novizio nel collegio gesuita di Paderborn. Nel 1628 viene ordinato sacerdote. Nel corso della sua carriera occupa varie cattedre tra cui quelle di
filosofia, matematica, fisica e lingue orientali a Wurzburg (1629), ad Avignone e soprattutto a Roma dove giunge nel 1633 dopo essere stato chiamato a Vienna per succedere a Keplero nel ruolo di matematico alla corte dell’imperatore Ferdinando II.
Cristina di Svezia visita più volte il suo museo sorto nel Collegio Romano nel 1651. Nella città eterna inventa o perfeziona la lanterna magica (1645) e altri strumenti, tra i quali una rudimentale macchina da scrivere. Si dedica anche alla musica (Musurgia Universalis, 1650) e all’acustica, spiegando fra l’altro il fenomeno dell’eco, e il magnetismo (Magnes sive De arte magnetica, 1634). Kircher si spegne a Roma nel 1680 e viene sepolto nella chiesa del Gesù.


MACERATA


Giovanni Mario Crescimbeni
(Macerata,–è stato un poeta e critico letterario italiano, noto per essere stato co fondatore insieme col Gravina dell'Accademia dell'Arcadia (1690) di cui divenne Custode Generale. Molti membri dell'Arcadia, provenivano da un gruppo di letterati che erano soliti riunirsi nella casa della ex-Regina di Svezia, Cristina e che continuarono ad incontrarsi dopo la morte di costei. Crescimbeni presentò come modello letterario Francesco Petrarca (legato ai Fedeli d’Amore) e s'impegnò a che l'Accademia diventasse un importante circolo di letterati e uomini colti in tutta Italia. Alla fine del 1600 e i primi anni del 1700 sorsero in tutt’Italia le accademie degli Arcadi. Nelle Marche sorsero molte Accademie, ognuna con un proprio motto, la prima a Macerata (Colonia Elvia - 1698), poi ad Urbino (Colonia Metaurica - 1701), a Pesaro (Colonia Isaurica – 1704), a Cagli (Colonia Caliese – 1704), a Camerino (Colonia Cluentina – 1719), a Fabriano (Colonia Giania – 1725).

OSIMO


Ad Osimo la prima
Accademia è quella dei Sorgenti (1580), dove l’accademico Travaglini afferma che: “… dopo il risveglio del rinascimento per le lettere e le scienze anche i nostri più dotti uomini sentirono il bisogno di parteciparvi”. Fecero manifestazioni nel 1588 per il Vescovo Fiorenzi e nel 1591 per il Cardinale Gallo, fino al 1608. Nel 1625 si diedero un motto “Ad Opus” con il simbolo di un sole nascente e nominarono Principe il loro capo.
Poi vi è una decadenza, ma ritroviamo una nuova
Accademia dei Risorgenti nel 1760 con lo stesso simbolo del sole nascente e con l’aggiunta del motto “Alius et idem nasceris”. Questa accademia teneva le sue tornate bimestrali nell’Aula Magna del Palazzo Campana. Circa nel 1780 nasceva la nuova Accademia degli Aletofili con una finalità più spiccatamente filosofica, nel suo stemma si ritrova il motto : “Historia magistra vitae”. Infatti il nome Aletofili significa “amici della verità” e fa parte del programma: “lo studio della storia greca e romana ponderata e discussa con giusta critica”. Probabilmente era sorta in antagonismo all’Accademia dei Risorgenti che nel frattempo si erano forse distaccati dal seguire la ricerca della verità in modo assiduo. Infatti l’Accademia dei Risorgenti era più collegata allo studio biblico ed ecclesiastico, mentre la nuova Accademia degli Aletofili era più vicina allo spirito illuministico. Infatti quando ad Osimo si celebrò la festa per il Re di Roma (figlio di Napoleone) furono proprio gli Aletofili ad organizzare una grande manifestazione.

LORETO


E’ di fondamentale importanza ricordare la figura di Traiano Boccalini, nato a Loreto nel 1556, visse per lungo tempo a Roma, al servizio della Chiesa, per poi trasferirsi a Venezia nel 1612. Amico di Paolo Sarpi, si considerava un moderno menante, ossia una specie di giornalista attento alle questioni politiche, morali e letterarie e sicuramente prese contatti con gli ambienti esoterici ed eretici della Venezia del 1600, già influenzata da Giordano Bruno, che conosceva Paolo Sarpi. La sua opera principale sono i Ragguagli di Parnaso. Si tratta di satirici appunti, divisi in due centurie (pubblicate nel 1612 e nel 1613) cui fu aggiunta nel 1615 una terza centuria. La particolarità consiste nel fatto che il primo Manifesto Rosacrociano (1615), che evoca la necessità di una Riforma generale del mondo, si tratta di una traduzione dell’Avviso 77 del libro di Traiano Boccalini.

Sarà nostra cura approfondire nel corso dei nostri futuri lavori questo ed altri temi legati a Loreto, città collegata al culto della Madonna Nera e della Santa Casa trasportata dai Templari, i quali avevano uno dei loro principali insediamenti in Osimo, dove ancora oggi è visibile la Commenda Templare di “S. Filippo de Plano”.




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